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venerdì 10 giugno 2011

Perché votare subito

Io purtroppo conosco persone (molto poche, fortunatamente) che più o meno letteralmente sul referendum per il nucleare hanno questa posizione: "Non vado a votare perché tanto non si raggiungerà il quorum, e comunque per quando entreranno in funzione le centrali io non ci sarò più". Ovviamente parlo di persone non esattamente giovani, ma se anche cerco di fargli capire che si tratta di una scelta che riguarderà i loro figli e nipoti mi rispondono "saranno problemi loro!" Essere ottimisti sul successo dei referendum quando ci si trova di fronte ad esempi simili è dura! Il bello è che queste sono le stesse persone che nel frattempo si lamentano che in Italia va tutto a rotoli...

Nel mio piccolo, oltre a parlarne con le persone che incontro (la cui stragrande maggioranza è favorevole ed andrà a votare... o almeno così dice), condividere articoli, eventi e quant'altro su facebook (mai usato tanto come nell'ultimo mese) ed aver attaccato sui vetri dell'auto volantini pro-referendum, l'ultima cosa che posso fare è quella di andare a votare il prima possibile sperando nel possibile effetto-traino di un'alta affluenza fin dalla prima rilevazione.

Per cui il mio programma sarà il seguente: domenica sveglia presto, quattro belle crocette su altrettanti SI e poi dita incrociate fino a lunedì pomeriggio!

venerdì 3 giugno 2011

Referendum

Il 12 e 13 giugno avremo la possibilità di esprimerci su 3 referendum molto importanti (più uno che riguarda solo Mr. B.), e spero tanto che questa volta la partecipazione sia sufficiente a superare il quorum.

C'è stato il rischio che uno dei referendum, quello sul nucleare, saltasse. Per fortuna non è stato così.

Il quesito sul nucleare è sicuramente quello più sentito, ma anche i due quesiti sull'acqua sono importanti. Per questo ho aggiunto i due banner anche sul mio blog, in aggiunta ai vari post che sto condividendo dal mio profilo su facebook (mai usato tanto come in quest'ultimo mese... l'aver superato la mia allergia ai social network è una ulteriore riprova di quanto considero importante votare).

martedì 14 dicembre 2010

314

Il mio lavoro mi piace. Nonostante non ci siano speranze di avanzamenti di carriera, nonostante il "misero" stipendio (non faccio certo la fame, mi tolgo anche qualche sfizio ogni tanto, ma negli ultimi 5 anni non ho potuto mettere da parte neanche un euro!), nonostante non ci sia nessuno che riconosca "ufficialmente" il valore dell'attività svolta in ufficio, nonostante tutto questo riesco comunque a trovare gratificazioni personali in ciò che faccio.

Per questo mi sento dispiaciuto, ma da oggi inizio ufficialmente a cercare lavoro all'estero. Seriamente. Possibilità non ce ne sono molte in questo periodo, ma mi sono definitivamente rotto il <beeeeep> di questo paese.

lunedì 7 giugno 2010

Legittima difesa

[...] Un 19enne, Fulkan Dogan, che ha anche la cittadinanza americana, è stato colpito cinque volte da meno di 45cm, in faccia, nella parte posteriore della testa, due volte alla gamba e una volta alla schiena [...]

Dal Guardian del 4 giugno.

Non mi risulta che nessun giornale italiano abbia riportato questa notizia. Ma del resto, siamo amici di Israele...

domenica 13 dicembre 2009

Ricordi dal '97

Era il lontano 26 ottobre 1997; in televisione Andrea De Adamich commenta il Gran Premio d'Europa, ultima gara della stagione vinta da Jacques Villeneuve. Tra le varie parti si sofferma in particolare sull'incidente che ha causato l'uscita di pista di Schumacher (per chi non se lo ricorda può rivederlo qui su quel patrimonio dell'umanità che è youtube) concludendo con una frase che mi è rimasta impressa: "In fondo diciamocelo è un peccato che non abbia buttato fuori anche Villeneuve".

Me la ricordo bene perché è stato il momento in cui ho perso definitivamente tutto il mio interesse per l'automobilismo, oltre che essere uno dei vari episodi che mi hanno portato a maturare dentro di me la profonda vergogna di essere italiano. In effetti qualche giorno fa ho provato una certa empatia verso un personaggio che generalmente detesto, tale Fabrizio Corona, nel sentirgli dire "Mi vergogno di essere italiano". Ma questa è una parentesi che non ha niente a che fare con il discorso.

Il ricordo di De Adamich m'è tornato in mente perché pochi minuti fa ho espresso praticamente lo stesso pensiero sempre su un "incidente" avvenuto oggi pomeriggio, tra un tale Tartaglia ed un tale Berlusconi. Non appena appresa la notizia ho pensato "Peccato non abbia fatto di meglio". Sono onesto, non vado fiero di me stesso per questo pensiero, ma la convinzione che lo stesso pensiero abbia attraversato la mente di molti altri abitanti (lasciando perdere i gruppi di fan di Tartaglia nati su facebook) mi fa riflettere sulle condizioni in cui si trova questo paese... Più passa il tempo è più ho voglia di andarmene.

mercoledì 7 ottobre 2009

Prese in giro

Leggo l'articolo La Corte Costituzionale si è pronunciata "Il Lodo Alfano è illegittimo", che a sua volta rimanda a Berlusconi attacca la Corte e Napolitano che riporta prima "Mi sento preso in giro, Napolitano non mi interessa" e poi "Non mi interessa quello che ha detto il capo dello Stato, non mi interessa... Mi sento preso in giro e non mi interessa. Chiuso."

Vorrei tanto esserne capace anch'io: mi sento preso in giro da lui praticamente ogni volta che apre bocca, ma purtroppo non riesco a dire "non mi interessa". Il massimo che riesco a dire è che ormai sono rassegnato a dovermelo subire per ancora diversi, troppi anni (sempre se non me ne vado all'estero)!

martedì 6 ottobre 2009

La legge

"La legge è uguale per tutti ma non sempre lo è la sua applicazione" ha detto Niccolò Ghedini.

Non so perché ma mi ricorda tanto "la legge è uguale per tutti, ma per alcuni è più uguale che per altri"!

venerdì 3 luglio 2009

...e in Italia?

Portogallo, fa le corna in aula: si dimette il ministro

Leggo la notizia e d'istinto penso "Beh, un po' eccessivo".
Poi mi si attivano i neuroni sopiti e rifletto: sono davvero così assuefatto alla situazione di casa nostra? Altro che eccessivo, presentare le dimissioni (giustamente accettate) è il minimo!

Purtroppo le varie sceneggiate fatte di insulti, sputi e quant'altro che si verificano nel nostro parlamento (ad onor del vero solo del nostro, ma evidentemente all'estero hanno un po' più di senso etico) spostano la comune percezione di ciò che è "normale" verso qualcosa che poi così normale non dovrebbe essere.

E ogni tanto qualcuno si stupisce di come non riesca a provare alcun sentimento patriottico!

giovedì 25 giugno 2009

2.706.791 + uno!

Ebbene si, ce n'è uno che sicuramente (o almeno si spera) non ha espresso la propria preferenza per il premier ma nonostante questo fa di tutto per avvantaggiarlo. Si tratta dell'attuale leader del PD, il quale dopo il devastante responso delle amministrative ha dichiarato raggiante: "Comincia il declino della destra".

Dario, ma ci sei o ci fai?

mercoledì 10 giugno 2009

2.706.791 imbecilli?

Ad un paio di giorni dalla chiusura delle urne, il cui risultato è forse un po' meno scontato di quanto mi aspettassi, la cosa che maggiormente mi stupisce è che su 10.778.823 voti andati al PDL ben 1 su 4 hanno espresso la preferenza per il capo del governo.

Premesso che la stessa considerazione vale per chi ha espresso una preferenza per un Di Pietro piuttosto che per un qualsiasi altro candidato in analoga situazione, ma è possibile che il 25% dell'elettorato del PDL sia così rincoglionito disinformato dal non sapere che il loro leader non sarebbe mai andato a Strasburgo?

Ho un solo dubbio: non è che chi l'ha votato sapeva ma sperava che se ne andasse in Europa?

lunedì 9 febbraio 2009

Libertà di scelta

Natura batte Burocrazia sullo sprint.
Per fortuna la lungaggine parlamentare non si smentisce, e grazie anche al provvido "gran rifiuto" del presidente Napolitano si è conclusa una vicenda che sarebbe stato meglio restasse confinata in ambito privato anziché diventare cosa pubblica.

Considerato che da quanto ho scritto sopra è abbastanza evidente la mia posizione, vorrei piuttosto commentare il servizio della giornalista del TG2 in collegamento da Udine durante il quale ha descritto i due gruppi di manifestanti presenti fuori dalla clinica: da un lato i cattolici (ovviamente a favore della ripresa dell'alimentazione) e dall'altro i laici.
Ora, tralasciando l'espressione di sufficienza con cui la giornalista descriveva il secondo gruppo con commenti del tipo "manifestano per la difesa della costituzione, o almeno di come la intendono loro", personalmente non c'è una persona con cui abbia parlato che si sia dichiarata contraria a togliere l'alimentazione ad Eluana e tra queste la maggioranza è dichiaratamente cattolica; quindi mi chiedo quanti tra i "presunti" laici lo fossero effettivamente e quanti in realtà erano semplicemente persone che, pur professandosi cattoliche, manifestanavano assieme a loro per una idea comune.
Voler dividere così nettamente credenti e non, affibiando solo ai secondi - neanche troppo velatamente - l'etichetta di "assassini e contrari alla vita" non mi stupisce, ormai è prassi; d'altra parte è da un po' che ragiono in questi termini: fare qualcosa che la chiesa critica significa fare qualcosa di giusto. Quindi prendo spunto dalla celebre frase dell'intervista di Beppino Englaro a El Pais per darne la mia versione: "Non rispetto la chiesa; rispetto chi vuole credere nella chiesa ma non chi vuole impormi i suoi valori". Onestamente non riguarda solo la chiesa, sarei più preciso dicendo che rispetto chi vuole credere a qualsiasi cosa, a patto che rispetti il mio voler non credere!

Ora ci sarà anche la discussione sul testamento biologico, prevedo altre prese di posizione pregiudiziali e in fin dei conti semplicemente sbagliate. Concludo chiedendomi: ma è davvero così difficile lasciare ad ognuno la libertà di scegliere per se stesso?

giovedì 23 ottobre 2008

L'ipotesi di Calamandrei

Questo è una parte dal discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale. Era l’11 febbraio 1950, ma sembra scritta per i giorni nostri. Come tanti altri siti (sicuramente molto più letti di questo) riporto nel mio piccolo spazio queste righe, più per manifestare il mio sdegno verso la politica scolastica degli ultimi anni (non solo in questa legislatura).
"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci).
Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico."
Piero Calamandrei

mercoledì 9 luglio 2008

Insulto

Quanto tempo...

Breve intervento per chiedere una cosa: ieri tutti i telegiornali a dire "Grillo insulta il Presidente Napolitano".
Questa è il passaggio dell'intervento di Grillo in cui parla di Napolitano:
Dicono che offendo il Presidente della Repubblica. Io Morfeo non l’ho mai offeso. Sonnecchia. Firma delle cose. Questo patto della “Banda dei 4”. Ha firmato una cosa… Ve lo immaginate voi Pertini che firmava una legge che lo rendeva immune dalla giustizia italiana? Ma io non mi immagino neanche Ciampi, non riesco neanche a immaginarmi Scalfaro a fare una cosa così. E allora chi è questo uomo qua? Chi difende? È un primo cittadino o un uno che difende i partiti politici? Chi è? Quando c’era Chiaiano, la discarica: la Polizia contro le famiglie, a Napoli, la sua città. Lui dove festeggiava? Dove andava? È andata da una famiglia di Chiaiano a festeggiare qualcosa? Era a Capri a sentire della musica con due inquisiti: Bassolino e la moglie di Mastella.

Mi piacerebbe capire una cosa: ma l'insulto dove diavolo è???
Se anche una sola delle due o tre persone (ottimisticamente) che leggeranno queste righe si renderà conto del livello a cui è arrivata l'informazione allora cercare il testo e rovinarmi l'umore non sarà stato per niente.

venerdì 11 aprile 2008

Azzoppato dallo zapping

Un po' di zapping dopo la conclusione di CSI mi portano su Canale 5, e cinque minuti sono più che sufficienti: in questo breve lasso di tempo mi vedo Veltroni prima (in uscita) e Berlusconi poi (in entrata). Per poco la cena non torna nel piatto, quindi per sicurezza chiudo la televisione.

E pensare che tra due giorni ci sono le elezioni!
La cosa negativa è che non so ancora per chi votare: so per certo per chi NON voterò, ma nulla di più.
La cosa positiva è che almeno domani i politici staranno un po' zitti. Guardandola da questo punto di vista, ci vorrebbero più spesso le elezioni!

sabato 9 febbraio 2008

Furio il Magnifico

Non so se si tratta di una dichiarazione ufficiale o meno, ma è appena passata al TG3 Regionale e quindi la prendo abbastanza per buona.

Contattato telefonicamente dalla redazione, il Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Udine Furio Honsell (il mio rettore) avrebbe affermato che sarà lui il prossimo candidato a sindaco del comune di Udine per la lista del PD. Chissà se in caso di sua elezione avrà ancora il tempo di pascolare nelle trasmissioni televisive...

venerdì 25 gennaio 2008

Elezioni si, no, forse

Che succederà ora che il senato ha deciso? Il PD afferma che, per non far precipitare "il paese in una situazione di crisi drammatica" (modo carino, quasi ingenuo, per dire che votando adesso vincerebbe Berlusconi), bisogna evitare le elezioni anticipate. Mi pare però che tutti gli altri, sia la sinistra sia il centro-destra (incredibilmente d'accordo per una volta, seppure per diverse motivazioni), considerino un eventuale governo istituzionale come qualcosa di irrealizzabile. Non so quindi che fine faremo.
Ma basta politica, almeno qui, almeno per ora. Sono già abbastanza disgustato...

Domani Oggi (mezzanotte ormai è passata da un po'!) ultimo giorno di lavoro (per questa settimana) e poi finalmente il meritato riposo. Propositi per il weekend: dormire, dormire, ma soprattutto dormire. Se proprio avanza un po' di tempo, scrivere qualcosa...
In realtà va sempre a finire che per un motivo o per l'altro mi stanco di più di quando lavoro ed alle 6:45 del lunedì mattina la sveglia la farei volare fuori dalla finestra; poi trascorro i successivi giorni aspettando con ansia l'arrivo del sabato. Andando avanti così rischio di perdere quel briciolo di sanità mentale che ancora mi resta!

giovedì 24 gennaio 2008

Profezie

ANSA: Cusumano espulso dal partito [link].

In fondo, non ci voleva molto ad intuire come sarebbe finita!

Testa o croce

Ho da poco sentito alla radio che tale Cusumano, senatore ancora per poco dell'UDEUR, ha intenzione di non seguire le direttive del suo partito e di dare quindi il suo appoggio alla mozione di fiducia del governo. Che lo faccia per senso del dovere nei confronti del paese (come dice lui) o per interesse (come pensano molti altri) personalmente non mi cambia la vita.
Quello che mi irrita è la reazione di alcuni alla sua dichiarazione: insulti e minacce (se uno che ti mima un colpo di pistola non ti minaccia allora non so cos'è!) tanto che il destinatario delle invettive si è sentito male. Poverino...

Poi mi ricordo che siamo in Italia, e i miei neuroni si riprendono dal torpore. Per qualche strano motivo il suo nome non mi suona nuovo, così vado un po' a verificare:
Il 18 maggio del '94 consentì all'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di ottenere la fiducia. Insieme ad altri tre senatori del Ppi, Cusumano lasciò l'aula di Palazzo Madama, contravvenendo alle indicazioni del partito e consentendo di abbassare il quorum. [link]

Il grassetto l'ho aggiunto io. Mi sembra sia recidivo, evidentemente. Liberissimo di farlo, non ho nulla in contrario. Tra l'altro è in perfetta condizione di par-condicio: nel '94 Berlusconi, stasera (forse) Prodi: ne salverebbe uno per parte!
Comunque, riguardando il risultato di 13 anni fa, mi salta all'occhio come Berlusconi e i suoi alleati, che più volte in questi giorni hanno dichiarato che la maggioranza deve avere la fiducia senza i senatori a vita, proprio in quell'occasione poterono proseguire il loro mandato proprio grazie al voto di tre senatori a vita (una veloce ricerca con google e scopro che il 20 maggio 2006 Cossiga scrisse a Berlusconi ricordandogli l'episodio). Alla CdL devono proprio avere la memoria corta...